“Un popolo senza storia è come un albero senza radici. È destinato a morire!”

Questa è la frase con cui i Mattanza concludono tutti i loro concerti ed è la motivazione principale per cui, dal 1976, sono impegnati nel portare avanti una completa valorizzazione della cultura popolare, attraverso un linguaggio musicale nuovo ed accessibile, non solo per gli addetti ai lavori, con strumentazione prevalentemente acustica. I Mattanza portano questo nome proprio per porre l’accento sull’etnocidio che è in atto ormai da decenni. I loro concerti trattano tematiche specifiche del Mezzogiorno, riscoprendo testi, filastrocche, proverbi, poesie e ninne nanne altrimenti sconfitte nell’oblio dell’impoverimento culturale.


     Con il nome Mattanza nascono nel 1997, per volontà di Mimmo Martino, cantante e leader del gruppo, ma la loro storia ha radici lontane. Fin dalla seconda metà degli anni 70 infatti, erano state gettate le basi per quello che sarebbe stato il progetto come oggi è conosciuto.


     Infatti, con Mimmo Micieli, Emilio Roccabruna, Domenico Catanzariti, Giampaolo Chilà, Filippo Salsone ed io (Mimmo Martino), passavamo intere giornate a provare canzoni di lotta che ci consentivano di partecipare alle numerose feste di piazza che nel 1976 erano molto seguite. L’incontrarci così frequentemente al Circolo Culturale Tommaso Campanella di Pellaro (RC) e l’affiatamento che ne conseguì ci fece sentire una forte esigenza di occuparci di tradizioni popolari.


     L’entusiasmo della ricerca e l’incontro con il Professor Luigi Lombardi Satriani, che rimase ammirato dalla nostra attività, ci fece concretizzare la costituzione del  “Gruppo di Ricerca Popolare Tommaso Campanella”.


     Paese dopo paese, concerto dopo concerto (136) proseguiva la ricerca e, dai ricordi degli anziani, prendevano vita altri testi che andavano ad arricchire il repertorio. Nel corso dell’attività si unirono anche altri componenti: Rocco Carbone, Salvatore Familiari, Paolo Crocè, Cristina Chiocca “Chicca”, Donatella Murolo e Adele Carbone. L’esperienza si interruppe nel 1980, ma non per me che, amandola profondamente, da solo, continuai a custodire ed ampliare. Così, nel 1984 nacquero i “Folklub”: Salvatore Familiari, Paolo Crocè, Cosimo Lo Presti, Carmen Laganà, le sue sorelle Margherita e Katia, con cui riprendemmo l’attività concertistica (32) che culminò con la realizzazione di una musicassetta pubblicata da una piccola casa discografica locale. Nel 1986 il gruppo si sciolse.


Dal 2001 collaborano con Salvatore Neri e"I Tre Farfalli Teatro Etnico" con cui si sono esibiti in numerosi spettacoli di Musica-Teatro


     Quello che caratterizza i Mattanza sono l’irresistibile crocevia di suoni e liriche che attingono dalla tradizione popolare calabrese con tutta al potenza della saggezza antica, ma con la freschezza di una nuova concezione musicale, solo in parte etnica, molto di più visione ellittica di atmosfere sonore e paesaggi melodici. Dopo l’uscita di “Razza Marranchina” nel 1997, frutto di esperienze diverse legate alla storia non scritta della Calabria, il gruppo inizia un’intensa attività “live” dalla quale scaturirà anche il progetto “Cantu da Passioni”. Nel 2003 i Mattanza tornano in studio per produrre “Nesci Suli”, disco/manifesto di altissimo impatto emotivo, summa dell’originalissimo rapporto con la tradizione popolare e la raffinatezza dei suoni e delle composizioni. Due brani di questo lavoro saranno in seguito inseriti nella compilation “Etno 1”, voluta dagli ideatori della fortunata trasmissione radiofonica Rai Radio1 “Demo”.


     Capaci di performance dal vivo di altissimo spessore, i Mattanza ricevono diversi riconoscimenti, tra cui il premio Anassilaos 2004 per la musica, già assegnato a Manuel De Sica e Riccardo Muti.


     Ospiti al “Lamezia Demofest”  organizzata da Demo in collaborazione con Ruggero Pegna nel luglio 2006 vengono premiati con l’ “Etnodemo Award” come miglior gruppo etnico della trasmissione “Demo” di Radio1 Rai, ideata e condotta da Michael Pergolani e Renato Marengo.


     I festival e le rassegne che li hanno visti protagonisti sono: “Festival dello Stretto” Reggio Calabria (2002); “Cous Cous Fest” San Vito Lo Capo (TP) (2002); “Suoni dal Mondo Etno-Blues” Canistro (AQ) (2003); “Kalàka Folkfestival” Miskolc (Ungheria) (2004, 2005); “Paleariza” Ammendolea Condofuri (RC) (2004); “Emigrantimmigrati” Paola (CS) (2004); “Taranta Power” Caulonia (RC) (2004); “Dombos Fest” kiskunhegyes (Serbia) (2005); “Canti, Cunti e altre Storie” Messina (2005); “Taranta Fest” Milo (CT) (2005); “Musica Etnica dal Mondo” Aci s. Antonio (CT) (2006); "I° Festival di Musica Etnica" Montepaone Lido - Ass. Cult. L'A.R.C.A. (2006);  “Lamezia Demo Fest” Lamezia Terme (CZ) (2006); "eVenti" Lamezia Terme (CZ) (2007); "1° Festival di Musica Etnica" Montepaone Lido (CZ) (2007); "Taurianova Art Festival" Taurianova (RC) (2007);


  Dal 1997 ad oggi sono diverse le reti radiofoniche e televisive che li hanno visti ospiti: Radio Capital, Radio Touring 104, Radio Energie, Telespazio1 di Catanzaro, 8VideoCalabria di Crotone, RTV di Reggio Calabria e in trasmissioni Rai come "RaiNews24", “Il Settimanale”, “Linea Verde”,  L’Una Italiana”, “Ambiente Italia”, “Linea Blu”, “Primo Piano”, “Demo”.

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